Home » Il Salmo responsoriale nella celebrazione eucaristica

Il Salmo responsoriale nella celebrazione eucaristica

Fonte: Ufficio Liturgico Arcidiocesi di Modena – Nonantola

I Salmi nella preghiera della Chiesa

I Salmi sono la preghiera dell’Antico Testamento, il “libro dei canti liturgici” di Israele, lo scrigno dell’esperienza umana più profonda che diventa preghiera. Dalla pura preghiera spontanea, che difficilmente va oltre la preghiera di domanda, il credente, aiutato dai Salmi ed avendo imparato il loro linguaggio, sa esprimere anche il ringraziamento e la richiesta di perdono, la supplica e la lode. Gesù pregava i Salmi e li conosceva molto bene. Gli evan- gelisti stessi hanno adoperato i Salmi come schema interpretativo di alcuni momenti della vita di Gesù (ad esempio il Sal. 22, citato da Gesù morente sulla croce – cfr. Mt. 27,46 e Mc. 15,34 – è servito come schema per la comprensione teologica e la narrazione della Passione di Gesù). La preghiera dei Salmi è una tradizione che giunge a noi dalla Chiesa nascente; gli Apostoli erano soliti salire al Tempio per la preghiera anche dopo la Pentecoste; anche nelle lettere di Paolo vi sono frequenti esortazioni all’uso dei Salmi nella vita dei cristiani. Chi prega con i Salmi sa di unire la sua voce a quella dello stesso Cristo Gesù e di dar voce a tutta la Chiesa, specialmente alle sue membra sofferenti.

Il Salmo responsoriale nella celebrazione eucaristica

Nella Liturgia della Parola della celebrazione eucaristica possiamo ritrovare una struttura dialogica: si proclama la prima lettura (normalmente dall’Antico Testamento) a cui la comunità risponde con il salmo responsoriale; poi si proclama la seconda lettura (dalle Lettere del Nuovo Testamento) e successivamente la comunità canta la acclamazione al Vangelo (Alleluia – Lode a Te). Infine si ha la proclamazione della pagina evangelica e l’omelia. La comunità accoglie la Parola con la professione di fede (Credo) e prega con la preghiera universale.

Il salmo responsoriale è strettamente legato alla prima lettura. Si presenta come un’eco di essa. Si tratta di un testo poetico che si esprime ritmicamente e che ha bisogno di calma, pause, silenzio. Ecco perché è bene differenziare il lettore della prima lettura da chi proclama o canta il salmo. Si tratta di due stili diversi: uno in prosa, in narrazione, l’altro in poe- sia pregata (o preghiera poetica). Il salmo non deve apparire come una lettura supplemen- tare, ma una risposta lirica dell’assemblea alle meraviglie che Dio sta realizzando in lei. Il salmo e, in particolare, il ritornello ripetono per lo più una o l’altra delle parole che sono state proclamate. Il popolo risponde al Signore riutilizzando le Sue parole appena ascolta- te. Il ritornello introduce il salmo e gli dà il suo colore, dando anche la chiave di interpre- tazione principale della lettura appena proclamata (nel contesto liturgico).
Il salmo normalmente sia cantato, possibilmente sia nel ritornello (solista con assemblea) che nella strofa (solista). Ma almeno il ritornello sia sempre cantato la domenica e nelle solennità. E’ possibile prevedere alcune “melodie-tipo” che possono adattarsi a diversi ritornelli. Potrebbe essere la soluzione di partenza, da superare poi, pian piano, con l’impegno di inse- gnare e cantare melodie diverse per ogni salmo (ecco il senso della raccolta diocesana dei Salmi).

Il salmista nella cantillazione salmodica deve fare attenzione a non soffocare le parole, ma a porle nel dovuto risalto. Il salmista nella proclamazione deve rispettare tutta la ricchezza lirica del salmo, coinvolge- re nella contemplazione degli eventi annunciati, aprire alla lode. Occorre dar corpo alla Parola, con libertà e rigore, con convinzione e calma, con una oggettività rispettosa del testo che tuttavia non spersonalizzi colui che sta proclamando il salmo stesso.

Se alla competenza tecnica il salmista aggiunge la preghiera, credendo profondamente in quanto sta salmodiando, riuscirà a pregare mentre canta (o proclama) il salmo e a far pre- gare l’assemblea con lui.

28 Novembre 2004, I Domenica d’Avvento
don Alberto Zironi, Vicario Episcopale

Condividi
  • Facebook
  • Twitter
  • MySpace
  • FriendFeed
  • Google Bookmarks
  • Live

Lascia un commento!

Effettua il log-in per inserire un commento.